Iperammortamento: oltre il 40% del costo dell’impianto torna indietro in minori tasse

Dal 2026 chi installa un impianto fotovoltaico per la propria azienda deduce molto più di quello che spende. Non c’è una graduatoria: se rispetti i requisiti e prenoti, il beneficio è tuo.

Il meccanismo. Il costo dell’impianto si deduce maggiorato del 180%. Su 100 euro spesi, ne deduci 280.

InvestimentoMaggiorazione
Fino a 2,5 milioni180%
Da 2,5 a 10 milioni100%
Da 10 a 20 milioni50%

Quanto vale. Con la maggiorazione del 180% e l’IRES al 24%, il risparmio d’imposta supera il 40% del costo dell’impianto, distribuito negli anni di ammortamento. A questo si somma il taglio della bolletta.

Chi può usarlo. Ogni impresa con sede in Italia, di qualsiasi settore e dimensione. Rende a chi chiude in utile, perché agisce sulle imposte sul reddito.

I tre vincoli tecnici.

  • Autoconsumo. La potenza non può superare il 105% del fabbisogno della sede, calcolato sui consumi dell’anno precedente.
  • Moduli europei. Sono ammessi solo pannelli con celle prodotte nell’Unione Europea e con efficienza di almeno il 23,5%. È il punto che fa la differenza nella scelta dell’impianto: non tutti i moduli sul mercato danno diritto al beneficio.
  • Accumulo. Le batterie rientrano nell’agevolazione.

La procedura, in tre passi.

  1. Prenotazione sulla piattaforma del GSE.
  2. Conferma entro 60 giorni, con un acconto di almeno il 20%.
  3. Comunicazione di fine lavori, con perizia tecnica e certificazione contabile.

Fino a quando. Investimenti entro il 30 settembre 2028.

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