Revamping o repowering: due interventi diversi per il fotovoltaico aziendale

Impianto fotovoltaico realizzato da Green Terrae

Revamping e repowering vengono spesso usati come sinonimi, ma indicano due interventi diversi. Il revamping riporta un impianto esistente alle prestazioni per cui era stato progettato; il repowering ne aumenta la potenza e la produzione. La scelta dipende da due dati: quanto produce oggi l’impianto rispetto al previsto, e quanto consuma oggi l’azienda rispetto a quando l’impianto è stato installato.

Revamping: recuperi quello che hai perso. In 10-15 anni i moduli perdono tra il 5 e il 12% della resa (0,5-0,8% l’anno), e gli inverter arrivano a fine vita. Il revamping riporta l’impianto alle prestazioni di progetto senza cambiarne la potenza: si cambiano l’inverter, i moduli con hot spot o microcricche, i cavi e il monitoraggio.

Repowering: produci più di quanto hai mai prodotto. I moduli di oggi superano il 21% di efficienza, contro il 15% di dieci anni fa. Sullo stesso tetto si installa circa il 40% di potenza in più, e anche oltre se si sfruttano superfici libere, per esempio con il sistema a funi. Serve quando l’azienda consuma più di quando hai installato l’impianto.

RevampingRepowering
ObiettivoRipristinare le prestazioni originaliAumentare potenza e produzione
Potenza installataInvariataAumenta
Interventi tipiciSostituzione inverter, moduli guasti, cavi, monitoraggioModuli nuovi ad alta efficienza, nuove superfici, inverter e accumulo dimensionati
Quando serveProduzione in calo, guasti frequentiConsumi cresciuti, impianto sottodimensionato
Incentivi in corso (Conto Energia)Si mantengono, rispettando le procedure GSESi mantengono sulla parte originaria; la potenza aggiunta non è incentivata dal Conto Energia
InvestimentoContenutoMaggiore, con più energia prodotta

Produzione in calo e consumi cresciuti insieme? Allora si combinano in un unico intervento: un cantiere e una pratica.

Se l’impianto incassa ancora il Conto Energia, la pratica conta quanto il lavoro. Gli interventi significativi vanno comunicati al GSE entro 60 giorni dalla fine dei lavori e i componenti dismessi vanno smaltiti come RAEE. Un errore può costare la tariffa.

Il tuo impianto ha qualche anno?